Il Santuario di Santa Maria della Rocchetta


L'antico Santuario mariano che si affaccia sull'Isola Bergamasca

“Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.

 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia” (Mt 7, 24-25)


Il piccolo Santuario sorge sul territorio comunale di Paderno d’Adda, ma appartiene alla Parrocchia di Porto d'Adda.

Si trova sulla cima di un picco roccioso che divide il fiume Adda dal Naviglio di Paderno.

L’edificazione, voluta dal possidente e medico milanese Beltrando da Cornate, proprietario di molte terre fra le quali anche l’area della Rocchetta, risale al 1386, anno di inizio anche della costruzione del Duomo di Milano a cui lo stesso Beltrando aveva donato ingenti somme.

Il piccolo tempio fu costruito sulle rovine di un'antica rocca, un castrum di origine romana databile fra il V e il IX secolo d.C.

Alla chiesa furono annessi dei locali per ospitare una piccola comunità monastica.

Nel 1389 Beltrando dona l'intero complesso, terreno compreso, ai frati eremiti agostiniani del convento di San marco in Milano.

La vita eremita all'interno del piccolo monastero di Porto d'Ada durò poco; nei primi decenni del XV secolo, con l’inizio della guerra fra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, l’Adda divenne teatro di molte battaglie.

La Rocchetta fu occupata dai soldati milanesi, che dall’alto potevano controllare meglio le mosse dei nemici, cosicché i frati dovettero abbandonare il convento e spostarsi nei paesi vicini ad aiutare le chiese locali.

Con la sconfitta dei milanesi a Maclodio nel 1428 l'Adda divenne il confine fra i due Stati belligeranti, situazione confermata con la “Pace di Lodi” del 1454.

I frati Agostiniani poterono tornare al loro monastero solo saltuariamente, visto che oramai la presenza dei militari era continua.

Nel 1517, dopo travagliate vicissitudini, il complesso è definitivamente incorporato nel convento di San Marco di Milano.

Nei secoli successivi il monastero fu lasciato nell'incuria e subì danni da parte di briganti e mendicanti.

Nel 1796, con l’occupazione dei francesi e la creazione della Repubblica Cisalpina, sono soppressi molti ordini religiosi e monasteri fra i quali anche il convento di San Marco di Milano e tutti i loro beni sono confiscati e venduti ai privati, compresa la chiesa di Santa Maria della Rocchetta.

Verso la metà del 1800 i nuovi proprietari donarono quanto rimasto del monastero alla Chiesa di Porto d'Adda, allora annessa alla parrocchia di Cornate d'Adda.

In questi anni il parroco don Egidio Moro ha nominato come responsabile e curatore del Santuario il sig. Fiorenzo Mandelli che se ne prende cura e si occupa di tenerlo aperto, dando l’occasione di visitarlo a tantissimi fedeli che arrivano alla Madonna della Rocchetta in quanto tappa del “Cammino di Sant’Agostino”.

La chiesetta ed i locali sottostanti, una volta dimora dei frati che vi abitavano, si possono visitare su richiesta.

 

Non sempre Fiorenzo Mandelli è presente sul luogo, quindi, se si desidera visitare l’interno della chiesa ed avere ulteriori ed approfondite informazioni storiche sul Santuario, potete contattarlo tramite mail: fiorema22@tiscali.it o cellulare 338/2800822.




Due simpatici video realizzati dai "Tapascioni della Brianza" durante la prima edizione di Corri con Energia che mostra la salita al Santuario della Rocchetta. All'interno della chiesa potete vedere Fiorenzo Mandelli che, con la sua impareggiabile passione, racconta la storia e le curiosità di questo piccolo gioiello.